La storia del Raduno dell’Epifania – Parte 1: Mondovì e le mongolfiere

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Il Raduno di mongolfiere dell’Epifania è, senza ombra di dubbio, uno degli eventi più straordinari che potete trovare non solo a Mondovì, ma in tutta la provincia di Cuneo.

Come tutte le storie, anche quella delle mongolfiere a Mondovì ha le sue… leggende. Cominciamo a raccontare un po’ di storia di questa singolare manifestazione che è, a oggi, il più longevo e il più grande raduno di mongolfiere di Italia.

Mondovì e le mongolfiere
L’aerostatica italiana, oggi, deve tantissimo a Mondovì. Non è un caso che questa città venga definita da tutti “la Capitale italiana del volo in mongolfiera”. Mondovì ospita da oltre 30 anni il Raduno più importante di Italia, è l’unica città italiana ad avere un Aero Club mono-specialità dedicato alle mongolfiere ed è l’unica a possedere un porto aerostatico (il “Balloonporto”, sede del nostro Aero Club). Non solo: è la città ad aver ospitato il maggior numero di Campionati italiani di mongolfiera e nel 2009 ospitò le gare aerostatiche dei World Air Games, le Olimpiadi dell’aria.

Le mongolfiere nascono, lo sappiamo, dai fratelli Montgolfier in Francia alla fine del 1700. Lo storico pallone ad aria calda dei due fratelli Montgolfier è stato il primo aeromobile della storia ad aver portato in volo esseri umani. Poi però arrivarono i palloni a gas e i dirigibili, che durante il 1800 e il 1900 la fecero da padrone. E così, la mongolfiera venne un po’ messa da parte.

Lo sviluppo della moderna mongolfiera venne ripreso a metà del ‘900 per motivi militari, con gli esperimenti sui palloni a gas di Ed Yost e i primi studi sui nuovi materiali. Le prime mongolfiere moderne arrivarono in Italia dalla Gran Bretagna agli inizio degli anni ’70 e il primo pilota italiano “brevettato” (riconosciuto in Italia) fu Piero Porati.

Ma il primo pallone immatricolato in Italia giunse solo nel 1979: a Cuneo, anzi a Mondovì. Ed è qua che comincia la nostra storia.

Giovanni Aimo

Il primo pallone immatricolato in Italia giunse a Cuneo nel 1979: era il “Cameron V-77 I-SLZO”. Questa storia comincia con due piloti di aerei: Giovanni Aimo, e Paolo Contegiacomo (quest’ultimo purtroppo prematuramente scomparso in un incidente stradale).

Nel 1979 il presidente dell’Aeroclub di Cuneo, l’ingegner Gallo Orsi, decise di includere fra le specialità dell’aeroclub anche la mongolfiera e comprò il primo pallone dalla “Cameroon” in Inghilterra.  Ma nessun pilota italiano aveva mai messo piede su una mongolfiera. Al suo appello,  risposero due piloti di aereo: Aimo e Contegiacomo. Sotto la guida dell’istruttore inglese Tom Sage, furono loro a prendere per primi il brevetto.

Non fu solo una sfida di tipo aeronautico, ma anche burocratica: si trattava di immatricolare un aeromobile, la mongolfiera, che nel nostro paese non era nemmeno contemplato dalle norme allora vigenti. Contegiacomo, dopo aver seguito il difficile iter dell’immatricolazione, riscrisse a 4 mani con i funzionari Enac il manuale di istruzione del corso per ottenere la licenza di volo pallone libero italiana. Contegiacomo fondò la prima società di lavoro aereo certificata per i palloni ad aria calda e, da lì a poco, nacque anche la scuola di volo.

Cameron V-77 I-SLZO:
la prima mongolfiera
immatricolata in Italia nel 1979

Il 19 gennaio 1980, Giovanni Aimo si alzò in volo per la prima volta, dall’aeroporto di Cuneo Levaldigi: un volo di 30 minuti, con atterraggio nel territorio del Comune di Marene. Era la prima volta che Aimo pilotava una mongolfiera. «Fu un’emozione incredibile – racconta oggi –, sembrava un volo magico. Decisi in quel momento che la mia vita l’avrei passata sulle mongolfiere». Di lì a poco nacque  la prima scuola per piloti di mongolfiera. Oggi Aimo, pilota e pluricampione, è istruttore di volo:con lui si sono brevettati una quantità enorme di piloti italiani e stranieri, che vengono a Mondovì apposta per imparare a pilotare la mongolfiera nei nostri cieli.

Altro capostipite dell’aerostatica monregaese è Paolo Bonanno – anche lui pilota e pluricampione italiano, residente a Mondovì, che a oggi è il più famoso costruttore di bruciatori da mongolfiera in Italia e uno dei più conosciuti al mondo.  Bonanno iniziò a pilotare… per vincere una scommessa: senza mai aver avuto esperienza di volo aerostatico, si costruì con le sue mani una mongolfiera e i suoi primi bruciatori, e spiccò il volo.

Paolo è l’uomo che ha rivoluzionato il sistema di propulsione delle mongolfiere, intervenendo sia sulla sicurezza dei burner che sul loro impatto acustico. Le innovazioni di Bonanno – che non si definisce un “inventore” ma uno “sviluppatore” – sono molteplici, e oggi in tutto il mondo ci sono palloni che montano i suoi bruciatori.

Bonanno vola dal 1980, detiene 7 titoli di campione italiano… e si è perfino sposato a bordo di una mongolfiera (nel 2006, con la pilota Nicole Maillefer).

Nel 2019 Paolo Bonanno è stato ufficialmente riconosciuto come una delle figure più importanti dell’aerostatica mondiale, entrando nella “Hall of Fame” della FAI/CIA Ballooning Commission.

Vai alla parte 2: la nascita del Raduno

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